Museo del Profumo

Calendarietti Profumati

Una delle penitenze che i bambini di un tempo mal sopportavano era il taglio dei capelli. Ogni mese la mamma metteva loro in tasca duecento lire e li spediva dal parrucchiere: “Sfumatura alta” gli gridava dietro. Imbronciati, i bambini di un tempo aspettavano il loro turno finché, liberatosi dell’ultimo cliente, il parrucchiere brandiva una lucida macchinetta in acciaio e chiedeva: “Come li vuoi?” “Sfumatura alta”, rispondevano cupi i ragazzini. Con un brivido gli adulti ricordano il grande lenzuolo bianco che li avvolgeva, le dita gelide del lavorante che infilavano un lembo nel collo della camicia e il cigolio della macchinetta per il taglio dei capelli che passava tirando e pizzicando, dal basso verso l’alto, sulla loro nuca.

Eppure nel mese di dicembre i bambini, stranamente, andavano volentieri a farsi fare la sfumatura alta. Era il periodo dei calendarietti. Dopo ogni taglio, il parrucchiere dava in omaggio ai ragazzini un calendarietto profumato con le immagini dei loro beniamini: i ciclisti e i giocatori di calcio.

I bambini per mesi annusavano il calendarietto con un inebriante profumo chypre e discutevano con gli amici delle prodezze degli sportivi raffigurati. Verso i tredici anni, il parrucchiere con fare complice dava al ragazzino la possibilità di scegliere tra il calendarietto con i giocatori o quello con le pin-up del momento, fotografate in pose sbarazzine con un ridotto costume da bagno, e preda dei finanzieri, che di tanto in tanto entravano nei negozi a sequestrare l’oggetto dello scandalo. Era più o meno in quel periodo che i ragazzi abbandonavano l’idea di diventare calciatori.

 I calendarietti profumati per oltre mezzo secolo sono stati il gentile omaggio offerto non solo nei negozi dei parrucchieri per uomini, ma anche nei Saloni di Bellezza frequentati dalle signore. Le Case di Profumo coglievano l’occasione per pubblicizzare i loro prodotti facendo a gara nel realizzare un oggetto di gusto e di qualità, in cartoncino, che, riposto nel portafogli, resistesse almeno un anno all’usura. Disegnatori e grafici prendevano spunto da avvenimenti mondani, personaggi o mode del momento e li riproducevano componendo scenette romantiche o educative: una panoramica, rosa e profumata, su gusti, passioni e desideri (in forma minuta e quotidiana) espressi dal pubblico in circa sessant’anni del nostro secolo.

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